Il Piacere (e-Meridiani) by Gabriele d'Annunzio

Il Piacere (e-Meridiani) by Gabriele d'Annunzio

autore:Gabriele d'Annunzio [d'Annunzio, Gabriele]
La lingua: ita
Format: epub
editore: Mondadori
pubblicato: 2013-02-26T23:00:00+00:00


E per la terza volta le ore sonarono. Mancavano a mezzanotte quindici minuti. L’aspettazione durava da troppo tempo: Andrea si stancava e s’irritava. Nell’appartamento abitato da Elena, nelle finestre dell’ala sinistra non vedevasi altro lume che quello esterno della luna. – Sarebbe dunque venuta? E in che modo? Di nascosto? O con qual pretesto? Lord Heathfield era, certo, a Roma. Come avrebbe ella giustificata la sua assenza notturna? – Di nuovo, insorsero nell’animo dell’antico amante le acri curiosità intorno le relazioni che correvano tra Elena e il marito, intorno i loro legami coniugali, intorno il loro modo di vivere in comune, nella medesima casa. Di nuovo, la gelosia lo morse e la bramosia io accese. Egli si ricordava delle allegre parole dette da Giulio Musèllaro, una sera, a proposito del marito; e si proponeva di prendere Elena ad ogni costo, per il diletto e per il dispetto. – Oh, s’ella fosse venuta!

Una carrozza sopraggiunse ed entrò nel giardino. Egli si chinò a guardare; riconobbe i cavalli d’Elena; intravide nell’interno una figura di dama. La carrozza disparve sotto il portico. Egli restò dubitoso. – Tornava dunque di fuori? Sola? – Acuì lo sguardo verso il portico, intensamente. La carrozza usciva, per il giardino, nella strada, imboccando la via Rasella: era vuota.

Mancavano due o tre minuti all’ora estrema; ed ella non veniva! L’ora sonò. Una terribile angoscia strinse il deluso. Ella non veniva!116

Non comprendendo egli le cause della impuntualità di lei, le si rivolse contro; ebbe un moto di collera subitaneo; e gli balenò anche il pensiero ch’ella avesse voluto infliggergli una umiliazione, un castigo, o ch’ella avesse voluto togliersi un capriccio, esasperare un desiderio. Ordinò al cocchiere, pel portavoce:

– Piazza del Quirinale.

Egli si lasciava attrarre da Maria Ferres; si abbandonava di nuovo al vago sentimento di tenerezza che, dopo la visita pomeridiana, gli aveva lasciato nell’anima un profumo e gli aveva suggerito pensieri e imagini di poesia. La delusione recente, ch’era per lui una prova del disamore e della malvagità di Elena, lo spingeva forte verso l’amore e la bontà della senese. Il rammarico per la bellissima notte perduta gli aumentava, ma sotto il riflesso del sogno dianzi sognato. Ed era, in verità, una delle notti più belle che sien trascorse nel cielo di Roma; era uno di quegli spettacoli che opprimono d’una immensa tristezza lo spirito umano perché soverchiano ogni potenza ammirativa e sfuggono alla piena comprension dell’intelletto.

La piazza del Quirinale appariva tutta candida, ampliata dal candore, solitaria, raggiante come un’acropoli olimpica su l’Urbe silenziosa. Gli edifizii, intorno, grandeggiavano nel cielo aperto: l’alta porta papale del Bernini, nel palazzo del Re,117 sormontata dalla loggia, illudeva la vista distaccandosi dalle mura, avanzandosi, isolandosi nella sua magnificenza difforme, dando imagine d’un mausoleo scolpito in una pietra siderea; i ricchi architravi del Fuga, nel palazzo della Consulta,118 sporgevano di su gli stipiti e di su le colonne transfigurati dalle strane adunazioni della neve. Divini, a mezzo dell’egual campo bianco, i colossi parevano sovrastare a tutte le cose. Le attitudini dei Dioscuri119 e dei



scaricare



Disconoscimento:
Questo sito non memorizza alcun file sul suo server. Abbiamo solo indice e link                                                  contenuto fornito da altri siti. Contatta i fornitori di contenuti per rimuovere eventuali contenuti di copyright e inviaci un'email. Cancelleremo immediatamente i collegamenti o il contenuto pertinenti.